C’è un modo di conoscere l’Etna che non passa dai crateri, ma dai bicchieri. Sui fianchi del vulcano nasce infatti uno dei vini più affascinanti d’Italia, e una visita a una cantina dell’Etna con degustazione è una delle esperienze più belle da regalarsi durante un soggiorno a Catania. Ecco cosa sapere per organizzarla al meglio, tra vigne nere, terrazzamenti e sapori che sanno di lava.
Perché il vino dell’Etna è così speciale
Il segreto è nel terreno. Le vigne crescono su sabbie e ceneri vulcaniche, un suolo minerale e drenante che dà ai vini finezza, sapidità e un carattere inconfondibile. A queste altitudini, con forti escursioni termiche tra giorno e notte, le uve maturano lentamente e conservano freschezza. Molti vigneti sono ancora coltivati ad alberello, la forma tradizionale, e alcune viti hanno superato il secolo di vita, essendo sopravvissute alle colate.
I vitigni da conoscere
Tra i rossi domina il Nerello Mascalese, spesso accompagnato dal Nerello Cappuccio: vini eleganti, dai tannini sottili, che ricordano certi grandi rossi di montagna. Tra i bianchi regna il Carricante, teso e minerale, capace di invecchiare sorprendentemente bene. Cercali sulla carta dei vini quando ceni a Catania: le etichette vulcaniche dell’Etna raccontano il territorio meglio di mille parole.
Dove si trovano le cantine
La zona di produzione dell’Etna DOC si sviluppa soprattutto sul versante nord, intorno a paesi come Castiglione di Sicilia, Randazzo e Linguaglossa, e sul versante est verso Milo, patria del Carricante. Molte aziende si trovano tra i 600 e i 900 metri di quota, immerse in un paesaggio di terrazze, muretti a secco e colate antiche. Dal lungomare di Catania si raggiungono in circa un’ora d’auto.
Come organizzare la visita
- Prenota sempre: le degustazioni si fanno su appuntamento, non presentandosi all’improvviso.
- Scegli un guidatore designato o valuta un tour organizzato: si degusta, quindi meglio non mettersi al volante dopo.
- Metti scarpe comode: spesso si cammina tra i filari, su terreno lavico.
- Abbina la visita a un pranzo in cantina, dove disponibile: i vini danno il meglio a tavola, con i prodotti del territorio.
Quando andare
La primavera e l’inizio autunno sono ideali per luce e temperature. Il periodo della vendemmia, di solito tra fine settembre e ottobre, è il più suggestivo: si respira l’aria delle uve appena raccolte. In estate conviene privilegiare le ore meno calde, mattina o tardo pomeriggio.
Quanto dista l’Etna del vino da Catania?
Le cantine della zona nord dell’Etna DOC sono a circa un’ora d’auto dal centro e dal lungomare di Catania: una gita di mezza giornata perfetta, che si può chiudere rientrando in città per cena.
Serve esperienza per apprezzare una degustazione?
No. I produttori sono abituati ad accogliere curiosi e appassionati alle prime armi: basta la voglia di ascoltare e assaggiare. Tornerai con qualche nozione in più e, quasi certamente, con una bottiglia in valigia.
Se sogni una vacanza che unisce mare, città e buon vino, l’Hotel Nettuno è una base comoda: la sera, dopo una giornata tra le vigne dell’Etna, ti aspetta la carta dedicata alle etichette vulcaniche del nostro ristorante.
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